Artigianato o tecnologia?
L’osservatore di un collage LOSA’NTEMI, pur esprimendosi favorevolmente sul valore artistico dell’immagine, talvolta avanza riserve sui limiti delle modalità artigianali attraverso le quali il collage ha avuto origine.
Le riserve si riferiscono alla fase creativa dell’opera, basata sull’impiego di losanghe cartacee già approntate, ma si riferiscono anche alla fase conclusiva, quella dell’incollaggio.
Perché ostinarsi nell’impiego di modalità artigianali quando il tutto potrebbe realizzarsi avvalendosi di software idonei per la composizione, fatta seguire da un plotter per la stampa?
In risposta a queste considerazioni, l’esperienza acquisita con la creazione di molti collage mi consente di affermare:
sin dall’avvio della fase compositiva, il creatore del collage deve disporre e avere in vista tutto il materiale cartaceo da utilizzare nella impostazione del collage e poi nelle prove e riprove orientate alla ricerca della composizione più appagante;
la stampa con plotter su materiale di unico spessore e liscio, è tutt’altra cosa rispetto alla matericità del collage cartaceo, dovuta alla frequente disomogeneità degli spessori delle losanghe, caratteristica questa che testimonia l’artigianalità dell’opera.
