A sviluppare il tema “metamorfosi”, i soggetti della mostra sono un “Vaso” e tre “Fiori”, frutti di un misto di casualità e di intuizione creativa.
Il “Vaso Taura” è l’esito di una semplice giustapposizione seriale delle fotografie del dipinto “Ideata e dipinta”.
I tre “Fiori” hanno avuto origine da scomposizioni casuali dell’immagine fotografica de “La fanciulla dell’anfora”, seguita dalla composizione ragionata delle parti ritagliate.
Queste creazioni, “Tétrafleur” “Fleurin” e “Fleurex”; sono state definite “Fiori” in omaggio alla grazia della statua loro ispiratrice, opera dell’artista Luciano Giaretta (Padova, 1896 – Lavarone, 1927). La statua si può ammirare su un terrazzo al primo piano di Palazzo Moroni , sede del Comune di Padova.
Invece, a motivare la presenza delle mimose nei collage della mostra, concorre particolarmente il significato simbolico assegnato ai collage “Consacrazione fra mimose” e “Le mimose , finalmente ! “.
Il sempre, presente nel titolo della mostra, vuole ricordare che i valori della donna vanno ricordati non solo l’8 marzo.
Con l’approssimarsi della ricorrenza, alla giovinetta egiziana, peraltro già qui presente in Galleria nella Mostra “Museo Egizio Torino”, è stato pertanto assegnato il ruolo di protagonista dei collage succitati, ma ora doverosamente attorniata da mimose.
Questi collage sono stati accolti con interesse dalla Direzione del Museo Egizio, perché ritenuti in sintonia con l’intenzione di proporre al pubblico le collezioni museali suggerendone eventuali aspetti coerenti con l’attualità, così come semplicemente è avvenuto con le due opere di cui sopra.